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giovedì 17 gennaio 2013
Panettone fritto di capodanno
In una parola: tremendo.
Pensare che me lo sono inventato una mattina pensando alle frittelle, e tac! ho visto la ricetta su una rivista.
Ho pensato che per averci pensato prima, dovevo essere proprio un genio...sì, ma del male!
Tengo a specificare che è una delle cose più caloriche che ho mai fatto, ma ha dato anche tanta soddisfazione a quei golosoni dei miei amici.
Ho tagliato un panettone a fette non troppo spesse, poi in un piatto ho sbattuto:
- 2 uova
- 1 cucchiaio di zucchero a velo colmo
- mezzo barilotto di panna (ma nella ricetta sulla rivista diceva mascarpone, fate voi)
- latte intero q.b.
Cioè aggiungere latte fino a riempire il piatto fondo dove lo state facendo. Io ho i piatti dell'ikea, quindi più grandi, tipo da zuppa, per capirci.
A quel punto si mette sul fuoco una bella padella piena di burro...ma no dai, scherzo, con un cucchiaio di burro e fate sciogliere.
Immergere la fetta di panettone circa un minuto per lato e poi friggerla in padella, avendo cura di aggiungere burro quando scarseggia ( cioè dopo aver fritto 4-5 fette più o meno).
Quando si dorano per bene da ambo i lati, tipo french toast, appoggiarli su uno scottex e cospargere di zucchero a velo.
Assicuro il paradiso al primo morso...
mercoledì 18 agosto 2010
donuts! (real version)

E adesso facciamo le cose serie.
- 1 tazza (da tè) di latte intero
- 1 tazza scarsa di farina di semola
- 1/2 tazza di burro sciolto
Scaldare in un pentolino latte e burro per 5 minuti.
Togliere dal fuoco e con una frusta, sciogliere bene la farina di semola al suo interno e poi lasciar riposare un quarto d'ora circa.
In un altro recipiente mettere:
- 2 cucchiaini di lievito in polvere( io uso quello per piadina)
- 4 tazze di farina tipo 00
- 1 tazza di zucchero semolato
- 1 cucchiaino di vanillina
- 1 cucchiaino di sale
- 3 uova
- 1 bottiglia di olio di arachidi (per friggere)
- 200 gr circa di zucchero a velo vanigliato o meno
- colorante per alimenti in polvere
- codette colorate
Impastare il tutto insieme al composto di semola e latte riducendolo a una palla elastica come un impasto per biscotti, ma più "colloso".
Stenderlo col mattarello fino ad ottenere uno spessore di almeno 1 cm e poi aguzzate l'ingegno per riuscire a trovare il giusto stampo per formare le ciambelline.
Io ho usato un largo bicchiere e un misurino abbandonato per fare il piccolo foro al centro.

Scaldate almeno un mezza bottiglia di olio in un pentolino dai bordi alti (la temperatura è giusta appena fa fare le bolle ai rebbi di una forchetta) e iniziate a friggere le ciambelle fino a dorarle da ambo le parti.
Atrtenzione solo a non dorarle troppo altrimenti diventeranno troppo croccanti, mentre noi le vogliamo soffici soffici.

Io una parte le ho lasciate con lo zucchero a velo, ma vi avverto che glassarle è meglio perchè l'impasto non è molto dolce quindi, o aumentate lo zucchero di mezza tazza e non le ricoprite, o lasciate tutto così....e vi assicuro che la glassatura è la parte più divertente.
In una tazza ampia, mettete 3-4 cucchiai di zucchero a velo, 1 bustina di vanillina e poche gocce di succo di limone.
Poi, piano piano, aggiungete un cucchiaio di acqua tiepida o 2 mescolando velocemente per formare una glassa collosa ma non troppo a cui potrete addizionare una micro parte di polvere colorante( occhio che ne basta un milligammo, se no il colore diventa carichissimo!).
Ora potete immergere la parte superiore delle ciambelline dentro la glassa e appena le posate, riempitele di codette.
Fate in fretta perchè la glassa si secca presto.
Io le ho fatte rosa proprio come quelle dei Simpson, ma penso che anche gialle sarebbero invitanti.......
martedì 11 maggio 2010
frittura!
Allore rieccomi qui: la ricetta che ho appena provato è facile, ma per motivi di odori, non ho mai voluto provare.
Sono le Costolette d'agnello fritte.
Per anni mio marito mi ha stressato dicendo che nessuno gliele faceva, che era dai tempi di sua nonna che non le mangiava, che nessuno frigge nella mia famiglia e poco nella sua, e allora...
Ho chiesto consiglio alla mia infallibile nonna, naturalmente, e il risultato è stato che mi ha detto che un metodo per non fare puzza c'è. Ed è quello di friggere in immersione, cioè in 3 dita di olio abbondanti, in modo che la cosa da friggere sia immersa nell'olio e non appena lambita...
Io non è che mi fidassi poi molto...così (come tutti quelli che hanno sala e cucina insieme) ho iniziato a disperarmi e oltre alle costolette, ho comprato una bomboletta di Oust formato famiglia.
Ho eclissato l'attaccapanni, messo un telo sul divano, acceso la cappa al massimo e.......indovinate.
Non c'era il minimo odore di fritto!!!! Quindi il fritto è stato finalmente sdoganato!!! Posso farlo!!!
Insomma, per riepilogare bene la ricetta, che è un misto fra quella che avevo letto su un libro e quello che mi dice mia nonna:
-10 costolette con l'osso
- 2 uova intere meglio se biologiche (questo non so perchè ma dicono tutti così i grandi cuochi)
- due pugni di pan grattato
- 3 cucchiai di farina 0
- olio di oliva (meglio se non extravergine, ma normale)
- un cucchiaio di grana o parmigiano grattugiato abbondante
- sale e pepe q.b.
Io mi ero preparata 4 piatti davanti: uno per la farina, uno con le uova sbattute con la forchetta salate e pepate, uno col pangrattato e uno foderato di carta assorbente.
Intanto che l'olio arrivava alla giusta temperatura sbattete le uova e mettete il formaggio grattugiato insieme al pangrattato.
Tenete presente che io non ho salato la carne, quindi l'unico sale arriva dal condimento dell'uovo e dal pangrattato col parmigiano.
Poi, quando
l'olio fa sfrigolare i rebbi della forchetta può iniziare il divertimento: si prende la costoletta, si passa prima nella farina, poi nell'uovo e poi nel pangrattato e poi si tuffa nell'olio bollente! Che goduria.....
La cosa importante è che l'olio sia davvero bollente se no invece di cuocerla, la costoletta si imbeve e basta.
La cottura si vede dalla doratura della panatura.
La cena è stata un successo, visto che mio marito ha mangiato tutto quello che avevo cucinato fino all'ultima briciola.
E tu? Vi chiederete...
Bè.....se c'è una cosa che davvero non mi piace è proprio
l'agnello.............
Sono le Costolette d'agnello fritte.
Per anni mio marito mi ha stressato dicendo che nessuno gliele faceva, che era dai tempi di sua nonna che non le mangiava, che nessuno frigge nella mia famiglia e poco nella sua, e allora...
Ho chiesto consiglio alla mia infallibile nonna, naturalmente, e il risultato è stato che mi ha detto che un metodo per non fare puzza c'è. Ed è quello di friggere in immersione, cioè in 3 dita di olio abbondanti, in modo che la cosa da friggere sia immersa nell'olio e non appena lambita...
Io non è che mi fidassi poi molto...così (come tutti quelli che hanno sala e cucina insieme) ho iniziato a disperarmi e oltre alle costolette, ho comprato una bomboletta di Oust formato famiglia.
Ho eclissato l'attaccapanni, messo un telo sul divano, acceso la cappa al massimo e.......indovinate.
Non c'era il minimo odore di fritto!!!! Quindi il fritto è stato finalmente sdoganato!!! Posso farlo!!!
Insomma, per riepilogare bene la ricetta, che è un misto fra quella che avevo letto su un libro e quello che mi dice mia nonna:
-10 costolette con l'osso
- 2 uova intere meglio se biologiche (questo non so perchè ma dicono tutti così i grandi cuochi)
- due pugni di pan grattato

- 3 cucchiai di farina 0
- olio di oliva (meglio se non extravergine, ma normale)
- un cucchiaio di grana o parmigiano grattugiato abbondante
- sale e pepe q.b.
Io mi ero preparata 4 piatti davanti: uno per la farina, uno con le uova sbattute con la forchetta salate e pepate, uno col pangrattato e uno foderato di carta assorbente.
Intanto che l'olio arrivava alla giusta temperatura sbattete le uova e mettete il formaggio grattugiato insieme al pangrattato.
Tenete presente che io non ho salato la carne, quindi l'unico sale arriva dal condimento dell'uovo e dal pangrattato col parmigiano.
Poi, quando
l'olio fa sfrigolare i rebbi della forchetta può iniziare il divertimento: si prende la costoletta, si passa prima nella farina, poi nell'uovo e poi nel pangrattato e poi si tuffa nell'olio bollente! Che goduria.....La cosa importante è che l'olio sia davvero bollente se no invece di cuocerla, la costoletta si imbeve e basta.
La cottura si vede dalla doratura della panatura.
La cena è stata un successo, visto che mio marito ha mangiato tutto quello che avevo cucinato fino all'ultima briciola.
E tu? Vi chiederete...
Bè.....se c'è una cosa che davvero non mi piace è proprio
l'agnello.............
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