mercoledì 26 maggio 2010

Consolazioni




La mia assiduità non è granchè, lo ammetto, ma ho una buona scusa.
La cosa più fuori luogo che potrei dire a questo punto, in questo blog...quale potrebbe essere??
Ma è chiaro:SONO A DIETA!
Ebbene sì, dopo mesi di tira e molla, il famoso nutrizionista sanmarinese mi ha beccata.
Banditi per 40 giorni tutti i carboidrati e i latticini, per non parlare di cioccolata, patate o frutta secca...e i legumi? Neanche in foto.
E adesso, inutile dire che ciò avrà delle grosse ripercussioni sul mio operato culinario.
Ma non pensate neanche per un attimo che questo mi faccia desistere dal cucinare: quando il gioco si fa duro............................!!
Per quanto riguarda la prima ricetta dico subito che non ho la foto perchè mi sono dimenticata di farla, ed è un peccato perchè avrebbe fatto figura.
Chiaramente a me non è consentita, ma dopotutto ho anche una famiglia da sfamare.
PUREA DI PISELLI: una vera e facile leccornia.
- 3 tazze di piselli surgelati
- 1 spicchio di aglio
- 1/2 bicchiere di panna fresca (o non)
- 3 cucchiai di grana grattugiato
- noce moscata q.b.
- 1 cucchiaio d'olio
Stra-veloce: fare bollire i piselli in acqua salata e con lo spicchio d'aglio intero immerso per 10 minuti circa o finchè non diventano belli rugosi, poi scolarli, togliere l'aglio e metterli insieme a tutto il resto nel frullatore alla massima velocità!
Il risultato è più gustoso del purè di patate, e anche se nella mia dieta non è consentito, in compenso lo è quello che ho fatto per accompagnarlo.
Uno dei miei piatti preferiti: Il POLLO CON I FUNGHI.
- 500-600 gr di bocconcini di pollo, o straccetti, ma sempre derivati dalla coscia
- 2 scatole di funghi in scatola LOGRO (lo so, lo so)
- 2 spicchi d'aglio
- sale,pepe bianco, olio e prezzemolo q.b.
- 1/2 bicchiere di brodo di pollo (anche di dado)
- 1 vaschetta di pancetta a dadini
Bè, questa è ancora più veloce della prima: basta mettere tutto insieme in padella o in un sacchetto da freezer per almeno un'oretta per fare insaporire il tutto (ricordatevi di fare gli spicchi d'aglio a metà) e poi cuocere a fuoco vivace in padella con il brodo.
In un quarto d'ora circa si è a tavola.
Ed ecco rispettata la regola degli zero carboidrati per me....lo sapevo che ce l'avrei fatta...in un modo o nell'altro tutte le strade arrivano al mio stomaco....

giovedì 20 maggio 2010

only for breakfast


Una sana e perfetta colazione inizia solo con questi bei biscottoni!!!!
Rigorosamente con ingredienti biologici,eh?
Se no sono salutari solo fino a un certo punto...
Allora, da fare sono davvero facili:
- 130gr di fiocchi d'avena
- 100 gr burro
Da scaldare insieme in un pentolino e fare tostare qualche minuto a fiamma media.
- 120gr farina
-100gr zucchero
-una bustina di lievito vanigliato
- 2 cucchiai di miele
Da frullare o amalgare bene e unire ai primi ....Visto? Più semplice di così...
Distribuire a cucchiai su un foglio di carta da forno un pò distanti e far cuocere a 190° in forno ventilato per 10-15 minuti.
Piccolo consiglio: appena li fate uscire dal forno, ricordate di farli raffreddare un pochino e poi girarli per farli raffreddare anche sotto.
L'ideale sarebbe avere l'apposita gratella di cui anche io sono sprovvista...chissà se qualcuno me la regalerà mai....................................................................................

venerdì 14 maggio 2010

pizzette di compleanno

Questa è più che altro una precisazione su quanto già detto per la pizza.
Stamattina mi sono messa a far pizzette da offrire ai colleghi in occasione del mio (sob!) compleanno.
Io adoro farle, specie da quando sono "quasi" riuscita ad imitare quelle del mitico Bombolo (uno strano ceffo che aveva brutta fama, ma faceva delle pizzette della madonna).
Il fatto è che a me piacciono, al contrario della pizza al piatto, soffici e spesse.
Questo discorso vale anche per la mia amica che mi aveva chiesto come fare per far venire la pizza alta e morbida.
All'inizio era un bel pr
oblema farle venire così: innanzitutto il forno ventilato è sconsigliato, anche se molti dicono il contrario, perchè le faceva venire troppo croccanti (oddio, forse è il MIO forno ventilato che è farlocco!).
Dopo molti tentativi in cui mio marito ha mangiato pizzette per 2 giorni, ho trovato che farle cuocere col forno tradizionale e nel ripiano più basso (dato che il mio ha la resistenza in alto) era la cosa migliore.
Poi serve usare diversi accorgimenti: prima di tutto ho aggiunto un pò più di lievito, cioè circa un cubetto per 700gr di farina invece che per 1kg,e ho aumentato anche l'olio di oliva e il latte nell'impasto a scapito dell'acqua.
Un cucchiaino e mezzo di sale, e ho fatto lievitare per 2 ore.
Quando è stato il momento di stenderlo, non ho fatto altro che staccare diverse palline senza impastarle per non uccidere la lievitazione.
Sistemando i dischetti sulla carta da forno spianandoli picchiettandoli con le dita e non col mattarello, ho fatto
in modo da fare prima tutte le formine, così, nel rimanere lì, l'impasto ha continuato a lievitare un pochino.
Ho fatto attenzione a lasciarlo molle e appiccicaticcio, così, anche se si attaccava alle dita e dovevo usare un pò di farina nelle operazioni, mi sono assicurata un pò di sofficità in più.
Al momento del condimento poi non bisogna farsi prendere dall'avarizia: la passata di pomodoro deve formare uno strato compatto e senza buchi perchè durante la cottura, la pasta si tira via parte del liquidi e a me piace che rimangano umide e morbide, non secche.
Poi qualche cubetto di mozzarella (in panetto, non quella tonda immersa nel liquido, perchè fa troppa acqua i
n cottura) tipo la santa lucia che per me è la migliore, una spruzzatina di origano secco e un goccio di olio di oliva.
E tutto nel forno a 250° finchè la mozzarella non inizia a fare le macchie brune.
Io le adoro fatte così, solo che devo dire che con queste quantità ne sono venute poche per i miei gusti, la prossima volta ne faccio il doppio............................................!!

mercoledì 12 maggio 2010

solo per veri amanti delle banane


Questa ricetta è davvero facilissima e allo stesso tempo dà anche la soddisfazione di fare una torta che di certo colpisce l'occhio.
Il nome originale sarebbe Tarte Tatin alle banane e consiste in una torta rovesciata, grossomodo, ma con la semplificazione ulteriore di usare la pasta sfoglia.
Si può fare anche con meleo pere, ma nella sua versione originale che ho trovato in un li
bro di Jamie Oliver era alla banana .
Ho imparato per esperienza che bisogna partire dall'originale prima di fare della varianti!
Prendete uno stampo per torta rotondo e mettetelo sul fuoco.
Io avevo paura di farlo, ma poi ho pensato che se andava nel forno una fiammetta l'avrebbe sopportata di certo e così è stato.
-50 gr circa di burro
- 4 banane tagliate nel senso della lunghezza

- 3 cucchiai di zucchero
- un disco di pasta sfoglia pronta

Nello stampo sul fuoco si mette il burro e lo zucchero e mescolando poco si ottiene una specie di caramello (i veri golosi come me hanno aggiunto anche una bustina di vanillina....ma forse era troppo, vedete voi).
Appena diventa di color marrone si toglie dal fuoco e si inizia a metterci sopra le banane.
Attenzione a metterle giù dalla parte tonda e belle fitte....
A questo punto si copre il tutto con il disco di sfoglia e io suggerisco anche i "rimboccarlo" bene nei bordi, come la copertina di un bambino in modo che il liquido sotto non scappi.
Bucherellarlo leggermente con la forchetta e mettere in forno ventilato a 180° per circa mezz'ora.
Quando sarà cotta, e si vedrà chiaramente dal colore della sfoglia, affronterete l'unico
passaggio difficile di questa ricetta: girarla senza ustionarvi.
Non lo dico per vantarmi, ma io sono riuscita al primo colpo.
E non perchè sono un fenomeno (anzi), ma perchè avevo scelto un piatto delle stesse dimensioni del fondo della torta per girarla.
Si mette sopra, con l'altra mano guantata si prende da sotto e poi si deve rovesciare con un gesto deciso e rapidissimo.
Se avete paura mettete uno straccio attorno al recipiente, perchè dove il caramello caldo si attacca fa una bella ceretta (come in Caramel, il film libanese!).
Ovviamente fa un bel successo tiepida, ma la prossima volta credo che la sperimenterò con le mele.........................o le prugne............................o le pesche................................

martedì 11 maggio 2010

pizza...

Un'amica mi ha chiesto la ricetta della pizza perchè a lei non viene bene.
Come la capisco!
Anche a me all'inizio veniva sempre uno schifo:troppo molle, troppo secca, troppo cruda, troppo insipida, troppo dura...Mi ci sono voluti 3 anni di tentativi per capire cosa sbagliavo.
Che in realtà di cose ne sbagliavo 2: la temperatura del forno e come aggiungevo il lievito all'impasto.Non bisogna sciogliere il lievito di birra nell'acqua, lo ammazzi! O forse c'è chi ci riesce, ma per me non è così.
Io da quando faccio così, non la sbaglio mai neanche col lievito secco.
- 1 kg di farina 0
- 1/2 bicchere di olio- 1 cucchiaino e 1/2 di sale- 1 cubetto di lievito di birra e 1/2
- 1/2 bicchere di latte intero- acqua minerale quanto basta per impastare, se è gassata è meglio
Il lievito, va sbriciolato con le mani sopra la montagna di ingredienti e bisogna fare attenzione a far venire una bella palla morbida e che non si attacchi troppo alle mani, perchè se si attacca molto c'è troppa acqua e se non si attacca, c'è troppa farina.
E poi lavorarla bene per almeno 15 minuti.
Io trovo comodo fare già le palline e metterle a lievitare essendo abituata a fare le pizze individuali.Ma l'importante è che dopo 2 ore circa di lievitazione non si vada a re-impastare la palla prima di stenderla, ma prenderla e stenderla direttamente (meglio con le mani che col mattarello, ma alla fine come è più comodo).
Se poi la pizza la si vuole alta e soffice, dopo averla stesa nella teglia, suggerisco di coprirla con un canovaccio umido e di lasciarla lì un'altra oretta a riprendere a lievitare prima di condirla e infornarla.
Poi sulla pizza ci sono 1000 scuole di pensiero, ma io trovo che bisogna sempre misurarsi coi propri gusti e soprattutto col proprio forno!
Sempre il forno al massimo (250°) e meglio se è ventilato.
-

frittura!

Allore rieccomi qui: la ricetta che ho appena provato è facile, ma per motivi di odori, non ho mai voluto provare.
Sono le Costolette d'agnello fritte.
Per anni mio marito mi ha stressato dicendo che nessuno gliele faceva, che era dai tempi di sua nonna che non le mangiava, che nessuno frigge nella mia famiglia e poco nella sua, e allora...
Ho chiesto consiglio alla mia infallibile nonna, naturalmente, e il risultato è stato che mi ha detto che un metodo per non fare puzza c'è. Ed è quello di friggere in immersione, cioè in 3 dita di olio abbondanti, in modo che la cosa da friggere sia immersa nell'olio e non appena lambita...
Io non è che
mi fidassi poi molto...così (come tutti quelli che hanno sala e cucina insieme) ho iniziato a disperarmi e oltre alle costolette, ho comprato una bomboletta di Oust formato famiglia.
Ho eclissato l'attaccapanni, messo un telo sul divano, acceso la cappa al massimo e.......indovinate.
Non c'era il minimo odore di fritto!!!! Quindi il fritto è stato finalmente sdoganato!!! Posso farlo!!!
Insomma, per riepilogare bene la ricetta, che è un misto fra quella che avevo letto su un libro e quello che mi dice mia nonna:
-10 costolette con l'osso
- 2 uova intere meglio se biologiche (questo non so perchè ma dicono tutti così i gra
ndi cuochi)
- due pugni di pan grattato

- 3 cucchiai di farina 0
- olio di oliva (meglio se non extravergine, ma normale)
- un cucchiaio di grana o parmigiano grattugiato abbondante
- sale e pepe q.b.
Io mi ero preparata 4 piatti davanti: uno per la farina, uno con le uova sbattute con la forchetta salate e pepate, uno col pangrattato e uno foderato di carta assorbente.
Intanto che l'olio arrivava alla giusta temperatura sbattete le uova e mettete il formaggio grattugiato insieme al pangrattato.
Tenete presente che io non ho salato la carne, quindi l'unico sale
arriva dal condimento dell'uovo e dal pangrattato col parmigiano.
Poi, quando
l'olio fa sfrigolare i rebbi della forchetta può iniziare il divertimento: si prende la costoletta, si passa prima nella farina, poi nell'uovo e poi nel pangrattato e poi si tuffa nell'olio bollente! Che goduria.....
La cosa importante è che l'olio sia davvero bollente se no invece di cuocerla, la costoletta si imbeve e
basta.
La cottura si vede dalla doratura della panatura.
La cena è stata un successo, visto che mio marito
ha mangiato tutto quello che avevo cucinato fino all'ultima briciola.
E tu? Vi chiederete...
Bè.....se c'è una cosa che davvero non mi piace è proprio
l'agnello.............

giorno nuovo, ricetta nuova!

Aaahh...finalmente 2 giorni di ferie, ed eccomi subito ai fornelli!
Allora, quello che ho provato a fare per prima ( e tengo a specificare che non mi è venuta, ma so perchè)è la ricetta della FANTASTICA Pasta e Ceci della nonna. Peccato che, come al solito, non ho voluto seguire proprio alla lettera le sue istruzioni, e mi sono incasinata....cmq adesso vi dò la ricetta giusta.

- Mezzo sacchetto di ceci secchi (da sciacquare e tenere in ammollo 24 ore prima)
- 180 gr spaghetti rotti (se possibile a pezzi uguali di circa1,5-2 cm)
- 150-200gr di macinato di maiale non troppo fine
- 2 foglie di alloro
- 2 foglie di salvia
- 1 spicchio di aglio grande
- 1 cucch
iaio di concentrato di pomodoro
- sale, pepe q.b.

Allora, mettere i ceci con tutta la loro acqua in pentola a bollire finchè sono teneri, per cui almeno per 2 ore e
anche oltre (per questo servirebbe la pentola a pressione per dimezzare i tempi!).
In un bel pentolone capiente, se volete fare come me che ho il metodo dello spiedino, infilzate in uno stuzzi
cadente le 2 foglie di alloro, salvia e lo spicchio d'aglio e mettetelo a soffriggere nell'olio d'oliva per qualche minuto (è comodo per togliere il tutto dopo che ha soffritto!).
Poi buttate anche il macinato a rosolare sgranandolo bene e quando è cotto buttate anche i ceci(di cui meno della metà frullati!!!), togliete lo stecchino con gli odori, aggiungete il concentrato, sale, pepe e fate bollire il tutto per una mezz'ora circa, compreso il tempo di cottura della pasta.


A dopo, con la ricetta che sto per fare...........